Potabilizzazione

La potabilizzazione dell’acqua o purificazione dell’acqua è un processo fisico-chimico che consiste nella rimozione delle sostanze contaminanti dall’acqua grezza per ottenere un’acqua idonea al normale consumo domestico, per l’irrigazione dei campi o per usi industriali (es. per l’utilizzo da parte di stabilimenti a scopo alimentare).

Se per l’approvvigionamento idrico si utilizzano acque sorgive o di falda, i trattamenti sono in genere molto contenuti. Le acque sotterranee vengono a volte trattate con sistemi di aerazione, allo scopo di rimuovere la presenza di gas indesiderabili disciolti, quali il solfuro di idrogeno in grado di conferire all’acqua odori e sapori sgradevoli. L’aerazione facilita anche l’ossidazione di ferro e manganese, trasformandoli nella forma ossidata insolubile che può essere facilmente rimossa attraverso le classiche tecniche di filtrazione.

Quando ci si serve di acque superficiali la potabilizzazione richiede procedimenti più elaborati. Queste acque non presentano le problematiche di alcune acque sotterranee,  la loro maggior esposizione all’ambiente esterno le rende più vulnerabili dal punto di vista microbiologico, inoltre la loro qualità cambia repentinamente al variare delle condizioni ambientali, soprattutto nel caso delle acque fluenti.

Le acque naturalmente potabili sono rare, inoltre la loro qualità può subire alterazioni durante il trasporto nelle condutture, per questi motivi l’acqua che arriva ai nostri rubinetti viene generalmente sottoposta a diversi trattamenti di potabilizzazione, più o meno complessi a seconda della fonte idropotabile.
Ogni città è caratterizzata da una propria specifica fornitura idrica, che sfrutta le risorse locali, pertanto appare chiaro come le caratteristiche delle acque erogate dai vari rubinetti d’Italia, pur rispondendo sempre ai requisiti di potabilità, possono essere anche molto differenti tra loro. In alcune città gli acquedotti utilizzano prevalentemente, o totalmente, acque sotterranee (es. Milano), altri si approvvigionano principalmente da acque fluenti (es. Firenze), altri ancora hanno a disposizione un mix di fonti (es. Genova).

Categorie di acque destinate alla potabilizzazione

Il D.Lgs 152/2006 (Norme in materia ambientale), all’art.80, stabilisce che le acque dolci superficiali, per essere utilizzate o destinate alla potabilizzazione, vengano classificate nelle categorie A1, A2, A3, a seconda delle loro caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche. Le acque di categoria A1 sono le migliori, mentre la categoria A3 è la peggiore e per queste acque sono richiesti trattamenti più spinti ed invasivi. A seconda della categoria di appartenenza le acque superficiali devono essere sottoposte ai seguenti trattamenti:

▪ Categoria A1: trattamento fisico semplice e disinfezione

▪ Categoria A2: trattamento fisico e chimico normale e disinfezione

▪ Categoria A3: trattamento fisico e chimico spinto, affinamento e disinfezione

Le acque dolci superficiali che presentano caratteristiche inferiori ai valori limite imperativi della categoria A3 possono essere utilizzate, in via eccezionale, solo qualora non sia possibile ricorrere ad altre fonti di approvvigionamento e a condizione che le acque siano sottoposte ad opportuno trattamento che consenta di rispettare le norme di qualità delle acque destinate al consumo umano.

 

CONTATTACI SUBITO !